È scomparso uno degli intellettuali che più hanno contribuito a rendere familiare al pubblico occidentale il pensiero buddhista tibetano. Robert Alexander Farrar Thurman è morto a 84 anni nella sua casa nei pressi di Woodstock, nello Stato di New York. La notizia è stata ripresa in Italia dall'ANSA il 22 giugno; le testate americane datano la scomparsa, avvenuta improvvisamente, al 16 giugno 2026. Le cause non sono state rese note.

Per molti il suo nome è legato alla figlia, l'attrice Uma Thurman, e alla nipote Maya Hawke, volto di Stranger Things. Ma ridurre Thurman a questo significa ignorare una delle vite più singolari della cultura americana del Novecento.

Dal monastero alla cattedra

Nato a New York nel 1941, Thurman lasciò giovanissimo gli studi a Harvard per cercare qualcosa che le università non offrivano. Un grave incidente, in cui perse l'uso di un occhio, segnò una svolta. Partì per l'India, dove si avvicinò al buddhismo. L'incontro decisivo fu quello con un giovane Dalai Lama, all'epoca poco più che ventinovenne, a Dharamsala: nacque un'amicizia destinata a durare tutta la vita, tanto che Thurman sarebbe stato definito "l'uomo del Dalai Lama in America".

Nel 1965 divenne il primo americano a essere ordinato monaco nella tradizione buddhista tibetana, dal Dalai Lama stesso. L'esperienza monastica durò però poco: tornato negli Stati Uniti, depose l'abito, ritenendo la vita monastica difficilmente conciliabile con il suo contesto. Non rinunciò invece allo studio. La sua carriera accademica, dopo Amherst, culminò alla Columbia University, dove ricoprì la prima cattedra di studi buddhisti indo-tibetani dotata di fondo permanente in Occidente, come ricorda l'ateneo. Nel 1997 il Time lo inserì tra i 25 americani più influenti.

Tibet House e la divulgazione

Nel 1987, su richiesta del Dalai Lama, Thurman fondò a Manhattan Tibet House US, centro dedicato alla salvaguardia della cultura tibetana, insieme alla moglie Nena von Schlebrügge, all'attore Richard Gere e al compositore Philip Glass. Fu però soprattutto un instancabile divulgatore: autore e traduttore di una ventina di volumi, firmò titoli che hanno raggiunto il grande pubblico come Inner Revolution e Why the Dalai Lama Matters, diventando, come ricorda la rivista buddhista Tricycle, un punto di riferimento per la spiritualità americana.

L'eredità

Thurman seppe fare da ponte in entrambe le direzioni: spiegava all'Occidente la filosofia della compassione del buddhismo tibetano e, contemporaneamente, illustrava al Dalai Lama la psicologia e la scienza moderna. La figlia Uma lo ha ricordato come un uomo "magnifico, carismatico, appassionato, curioso, pieno di vita", ossessionato dalla forza della compassione. Lascia la moglie Nena e i suoi figli.