Un italiano sulla panchina dei pentacampeões

C'è qualcosa di storico, e per noi italiani di particolarmente dolce, nell'immagine di Carlo Ancelotti seduto sulla panchina del Brasile. Per la prima volta la nazionale verdeoro si affida a un commissario tecnico straniero ai Mondiali, e quello straniero parla emiliano. La FIFA lo definisce «il primo allenatore straniero» alla guida della Seleção in un Mondiale: un tabù culturale prima ancora che tecnico, in un Paese che il calcio lo ha reinventato a modo suo.

Ancelotti è stato scelto nel 2025, un anno prima del torneo, e ha già un contratto che lo lega al Brasile oltre l'estate nordamericana. Segno che il progetto non si esaurisce con questo Mondiale.

Il digiuno che pesa: 24 anni senza Coppa

Il Brasile è il Paese più titolato della storia mondiale, cinque stelle sul petto. Ma l'ultima risale al 2002, la notte di Yokohama con Ronaldo a guidare l'attacco. Da allora, 24 anni di delusioni: dal 7-1 interno del 2014 alle eliminazioni ai quarti. Ancelotti eredita un'attesa che è diventata ossessione nazionale. Restituire ai pentacampeões il sesto titolo significherebbe, per un tecnico italiano, scrivere una pagina che nessun connazionale ha mai potuto immaginare.

Un palmarès senza pari in Europa

Il curriculum di Carletto è la sua principale credenziale. È l'allenatore più vincente nella storia della Champions League con cinque trofei: due con il Milan e tre con il Real Madrid. In mezzo, le esperienze a Chelsea, Paris Saint-Germain e Bayern Monaco, con campionati vinti nei cinque principali tornei europei. Il Brasile rappresenta però il suo debutto assoluto su una panchina di nazionale, dopo aver fatto da vice ad Arrigo Sacchi con l'Italia ai Mondiali del 1994.

Il cammino nel girone: lavori in corso

Nel Gruppo C, accanto a Marocco, Haiti e Scozia, il Brasile non ha brillato all'esordio. Il 13 giugno è arrivato un sofferto 1-1 con il Marocco, raddrizzato dal solito Vinicius Júnior, come riporta ESPN. La risposta è arrivata il 19 giugno con un netto 3-0 ad Haiti, confermato anche dalla scheda di gruppo di Wikipedia.

Due partite, 4 punti, primo posto provvisorio nel girone. L'ultima sfida, con la Scozia, è in programma proprio oggi 24 giugno: al Brasile dovrebbe bastare un punto per blindare il passaggio del turno.

Aspettative e insidie

Resta una manovra offensiva che dipende ancora troppo da Vinicius, e il compito — tipico di Ancelotti — di trasformare un gruppo di campioni in una squadra vera. È sempre stato il suo mestiere. Per l'Italia del pallone, vederlo un giorno alzare la Coppa del Mondo con il Brasile sarebbe un paradosso meraviglioso.