Nella serata di martedì 23 giugno 2026, ottantadue anni dopo la sua esecuzione per mano della Gestapo, lo storico Marc Bloch è entrato nel Panthéon di Parigi: è il primo storico a ricevere questo onore. La cerimonia è stata presieduta dal presidente Emmanuel Macron, che ha salutato in Bloch — come riferisce France 24 — «un uomo dei Lumi» entrato «nell'armata delle ombre», la Resistenza. Due feretri simbolici, quello dello storico e quello della moglie Simonne Vidal, sono stati portati in spalla dai soldati lungo il percorso solenne.

Chi era Marc Bloch

Marc Bloch nacque a Lione il 6 luglio 1886, in una famiglia ebrea di tradizione laica e repubblicana. Allievo dell'École normale supérieure, divenne uno dei più autorevoli medievisti del suo tempo. Ma il suo nome resta legato soprattutto a una rivoluzione del modo di fare storia.

Nel 1929, insieme a Lucien Febvre, fondò la rivista Annales d'histoire économique et sociale, atto di nascita della cosiddetta "scuola delle Annales". Contro una storiografia ridotta agli eventi politici e militari — la storia "evenemenziale" fatta di battaglie, re e trattati — Bloch e Febvre spostarono il baricentro verso l'economia, la società, la geografia, la psicologia collettiva: una storia totale, capace di indagare le strutture di lunga durata e le "mentalità", cioè i modi di sentire e credere di un'intera epoca.

Questo programma prese corpo nelle sue opere. Ne I re taumaturghi (1924) studiò la credenza popolare nel potere guaritore dei sovrani, inaugurando di fatto la storia delle mentalità. Ne La società feudale offrì un affresco totale del Medioevo europeo. Restano poi due testi degli anni della guerra: l'Apologia della storia, o Mestiere di storico, lucida riflessione sul senso del lavoro storiografico, e L'étrange défaite (La strana disfatta), spietata analisi delle ragioni del crollo francese del 1940, entrambi pubblicati dopo la sua morte.

Lo storico nella Resistenza

Colpito dalle leggi antisemite di Vichy, Bloch scelse l'impegno attivo, arrivando a dirigere la Resistenza nella regione di Lione. Arrestato nel marzo 1944, fu torturato dalla Gestapo guidata da Klaus Barbie e fucilato il 16 giugno 1944, dieci giorni dopo lo sbarco in Normandia, insieme ad altri compagni, come ricorda France 24. «La resistenza di Marc Bloch fu anche pensare e scrivere», ha sottolineato Macron.

Perché conta anche per noi

L'eredità di Bloch travalica i confini francesi. Le Annales hanno segnato profondamente la storiografia europea e italiana: dalla storia delle mentalità all'antropologia storica di Jacques Le Goff e Georges Duby, fino alla microstoria. In Italia I re taumaturghi è stato letto e introdotto da Carlo Ginzburg, e la Treccani riconosce nelle Annales un faro della storiografia interdisciplinare del Novecento.

Onorare Bloch, in fondo, significa celebrare non solo un eroe della Resistenza, ma un'idea di cultura come strumento di verità e di libertà — quella stessa verità che lo studioso volle riassunta nell'epitaffio dilexi veritatem, «ho amato la verità».